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AUTOCTONO
[ agg. e s.m. dal greco autókhthõn –onos
‘della sua stessa terra’, composto di autós
‘stesso’ e khthõn ‘terra, suolo’,
come dire indigeno]
I Greci chiamavano così le genti originarie del paese
in cui abitavano, che reputavano non provenire da altri
luoghi. Gli Ateniesi, se ne arrogarono il fastoso titolo,
pretendendosi antichi quanto la terra che abitavano.
Il termine autoctono riferito ad un’uva significa
che il vitigno è nato e si è evoluto in una
precisa zona geografica, adattandosi alle terre che lo hanno
ospitato e diventando un tutt’uno con esse.
Giuseppe Ceschin quando piantò i suoi vigneti volle
tra gli altri ben 8 varietà
autoctone per la sua terra.
Un terreno straordinariamente vocato e 8 grandi promesse:
Tocai Friulano, Ribolla Gialla,
Picolit, Verduzzo Friulano, Pignolo, Refosco dal Peduncolo
Rosso, Schioppettino, Tazzelenghe.
Uve che racchiudono nei loro acini un sapore antico e la
storia di una terra scritta con le mani della natura.
Sono voci dal passato che riecheggiano, dentro una bottiglia,
la fierezza di essere pagine di storia.
Questo è il vitigno autoctono. Il suo fascino è
la sua sincerità, la sua purezza.
Senza tempo, oltre le mode.
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